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E’ da quando ho letto questo pezzo di Daniela Ariano (circa due mesi fa) che desidero scrivere la mia opinione sull’argomento, ma non trovo mai il tempo, o semplicemente mi sto stancando del blog.
Perciò, visto che mi ritrovo completamente in quello che è già stato scritto, io ve lo ribloggo così com’è…

Come Gus... il gatto del teatro

parolacciaLa parolaccia multitasking

Ci sono varie tipologie di parolaccia: c’è quella usata una tantum in un momento di forte stress, c’è quella usata come intercalare e, infine, la parolaccia per far ridere.

La prima, quella da stress, è una parolaccia spontanea e irrefrenabile che sale dalle viscere, si appoggia alle corde vocali e tracima fuori dalle labbra in un rigurgito catartico. Non è bella ma è liberatoria e per questo ha una sua spicciola utilità: fa sentire meglio.
La seconda, quella usata come intercalare, è propria di chi non ha il senso della misura. Denota un carattere debole ed incline alla sciatteria ed è propria dell’essere umano che non ha ben chiari i confini tra rozzezza e buona educazione, o meglio: tra volgarità ed eleganza.
L’ultima, la parolaccia per far ridere, appartiene al genere becero proprio di coloro che, non avendo alcun talento per…

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