Liebster Award: corsi e ricorsi…

wpid-dsc_0137.jpgAncora un Liebster Award! Il problema con questi simpatici “awards” è che, appena ne hai ricevuto/assegnato uno, quasi subito ti ritorna indietro… Talvolta ti ritorna da coloro che tu stesso hai nominato e che, simpaticamente, te lo riassegnano per mancanza di fantasia (l’ho fatto anch’io e ne sa qualcosa la povera Manu!). Ma può anche ritornare – per pura coincidenza – da qualcuno che sinceramente ti segue e ti apprezza. È questo il caso di Filippo Pergolizzi che, dal suo blog “Liberi di essere“, mi ha appena ri-nominato per il Liebster Award. Grazie di cuore Filippo!!!

Com’è noto, questi premi non si ricevono passivamente: bisogna anche diffonderli! Non sto a ripetere le regole, né ripeterò la nomina dei blog secondo me meritevoli. Ma rispondo volentieri alle domande che Filippo ha posto ai suoi nominati, tanto più che alcune le ho trovate davvero stimolanti!

  1. Quanto tempo dedichi al tuo blog? – Mi ci dedico regolarmente. Quando scrivo qualcosa, passo diverse ore ad apportare correzioni e rifiniture, per poi programmare attentamente la pubblicazione. In generale cerco di non far passare più di una settimana tra un post e l’altro… Così, tanto per non sembrare morto.
  2. Cosa vuoi esprimere attraverso le pagine del tuo blog? – Ho definito il blog Picd’A come “il mio spazio creativo”, perciò attraverso di esso cerco di esprimere – o meglio sfogare – anzitutto la mia creatività. Sull’attualità non manco di esprimere la mia posizione e il mio pensiero, sperando di non essere mai scontato: infatti non mi piace provocare, ma neppure mi sembra utile unire la mia per-niente-autorevole voce a quella di un “coro” già numeroso. Se non posso aggiungere un punto di vista nuovo ed originale, preferisco tacere.
  3. Da dove trai la tua ispirazione per i tuoi post? – Per il teatro, prendo ispirazione dalla mia esperienza diretta. I miei racconti umoristici, invece, nascono da fatti e cose del tutto insignificanti, come l’orario dei treni o una semplice chiavetta della macchina del caffè. Qualcuno un giorno disse che ho la dote di trasformare “il nulla” in qualcosa di interessante. All’epoca lo presi come un complimento, ma il dubbio che lo fosse mi è sempre rimasto…
  4. Qual è il momento della giornata che preferisci dedicare alla lettura dei tuoi temi preferiti? – Non esiste un momento preferito… La lettura mi tocca infilarla tra una cosa e l’altra, nel poco tempo libero a disposizione.
  5. Quale libro ti è rimasto più impresso nella memoria e perché? – Probabilmente è “Il nome della rosa”, di Umberto Eco. Ma non saprei davvero dire perché.
  6. Se tu potessi essere il personaggio di una storia, quale parte vorresti interpretare? – L’antagonista. È spesso il ruolo più intrigante, soprattutto quando incarna la parte cattiva di noi. Per fare un esempio, tra Otello e Iago preferirei mille volte interpretare Iago. Della sconfitta potrei farmi tranquillamente una ragione: del resto, la “morte” è il finale più autentico che si possa regalare a qualunque personaggio. Fermo restando che Shakespeare, di solito, li fa morire tutti…
  7. Si avvicina l’estate, scegli il mare, i monti o la campagna? – Questa domanda, caro Filippo, mi suona un po’ Cioè”. E con questo – ci tengo a precisarlo – non sto assolutamente ammettendo di leggere “Cioè”! Comunque per quest’anno ho (già) scelto il mare.
  8. Qual è il luogo che vorresti poter visitare? – Qualunque luogo da cui possa contemplare la natura e l’arte. E che mi permetta di scattare qualche bella fotografia!
  9. Cosa ti preoccupa dell’era moderna? – Questa è davvero una bella domanda. Meriterebbe ore di meditazione e pagine di spiegazioni… Mi preoccupa il “vuoto”. Percepisco un vuoto di coscienza, di valori, di comunicazione, di esperienze. Tutto il mondo intorno sembra esplodere, ma io resto come immobile, inattivo, indifferente, ipnotizzato da smartphone e automobili sempre più evoluti. Osservo la realtà dalla pagina Facebook, bombardato da input di tutti i generi, e mi affanno a cliccare “Mi piace” qui, “Mi piace” lì, come se non sapessi più distinguere una guerra civile da un tenero gattino. Lo sconfinato web 2.0, coi suoi social network e i suoi blog, mi appare sempre più un’enorme stanza piena di gente che urla senza mai ascoltare. Anche io urlo, sgomito per farmi vedere da chissà chi e per chissà quale motivo. E questa specie di “bulimia” comunicativa mi fa sentire ancora più impotente e colpevolmente muto di fronte alle tragedie che ogni giorno si consumano in seno all’umanità. Intendimi: non ho niente contro la tecnologia e i nuovi mezzi di comunicazione, ma sento che tutto questo mi distrae da ciò che conta davvero, e distoglie energie dal fare qualcosa di utile per l’umanità. Ecco, questa mia – e non solo mia – apatia mi preoccupa. È come il Nulla de “La storia infinita”. Il Nulla avanza, ma nessuno sa davvero perché e cosa sia. Ecco, ti sembro abbastanza preoccupato???
  10. Qual è il tuo sogno nel cassetto? – Ehm… la pace nel mondo va bene? 😛
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Una risposta a Liebster Award: corsi e ricorsi…

  1. filippopergolizzi ha detto:

    Condivido in pieno il tuo pensiero sull’era moderna e ti ringrazio per le gentili parole. 🙂

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