Il soffitto del teatro

Il soffitto del Teatro Rossini di Lugo

Il soffitto del Teatro Rossini di Lugo (RA) – © 2015 Claudio Di Filippo

Il soffitto del teatro mi sorprende sempre. Parlo ovviamente del teatro “all’italiana”, quello con la pianta a ferro di cavallo e i palchi sovrapposti, in stile barocco. È una parte che generalmente non si nota, essendo lo sguardo degli spettatori concentrato in basso, verso il palcoscenico. Forse solo chi sta in “piccionaia” ci fa caso, anche a causa dell’enorme lampadario pendente che, di solito, ingombra la visuale.

Ciò che mi sorprende, per assurdo, è proprio che esiste un soffitto. È un fatto che si tende a dimenticare, soprattutto se lo spettacolo è coinvolgente. Qualunque storia venga rappresentata, essa si svolge tutta lì, davanti a noi, in uno spazio limitatissimo, eppure, nella finzione, grande come il mondo. I personaggi sono vivi, tridimensionali, gli oggetti sono fisici, le voci – e talvolta persino i silenzi – riempiono completamente lo spazio e la nostra attenzione. Ma il nostro sguardo non può indagare oltre le quinte e i fondali, non ci sono inquadrature e piani sequenza come al cinema. Solo l’immaginazione può superare i confini artificiali della realtà scenica, stimolata dall’abilità del regista nell’uso delle luci, degli effetti sonori, dei cambi di scenografia.

Visto così, il soffitto del teatro parrebbe un accessorio del tutto superfluo – a parte, s’intende, in un giorno di pioggia –, eppure è un qualcosa che, durante la rappresentazione, ci separa dal resto dell’universo e ci protegge da questo presente rumoroso e disperato. Esso è il ‘coperchio’ di questa magnifica scatola dei giochi che è il Teatro.

Sarà per questa ragione che i soffitti dei teatri d’epoca sono spesso ornati di stucchi, affreschi e ricami architettonici. Sarà per questo che alla loro antica bellezza è affidato di sostenere l’enorme lampadario pendente che spezza la magia durante l’intervallo. Sarà per questo che mi attirano in modo così misterioso. Nell’attesa che qualcuno, un giorno, inaspettatamente, apra il coperchio per guardare dentro alla scatola che tutti ci contiene.

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