Dei pessimi lettori e degli ottimi critici

20150402 Giovedi Santo 35

Giorni fa, scorrendo la mia bacheca di Facebook, mi sono imbattuto in un articolo di Aleteia.org, intitolato Le tre regole fondamentali per i lettori della santa messa. L’argomento mi ha subito incuriosito. Leggendo, scopro che, per quanto al lettore non sia richiesta alcuna preparazione tecnica, qualche regola da rispettare, in effetti, c’è, per lo più a tutela della “dignità e della verità della liturgia”. È un principio che condivido, ma è pur vero che in tempi di “magra” nemmeno i parroci possono permettersi di fare selezione all’ingresso.

L’articolo postato su Facebook ha suscitato diversi commenti: molti lamentano la presenza di parrocchiani che “monopolizzano” le letture per smania di protagonismo, altri inorridiscono a causa di prestazioni “penose” o si scandalizzano che a leggere siano persone di moralità non proprio “specchiata”, qualcuno invoca addirittura dei corsi e delle “investiture” ufficiali per i ministri della Parola. Nessuno, a quanto pare, racconta la propria esperienza. È un peccato, perché non c’è nulla che allontani di più dalla Chiesa di un cristianesimo borghese, che non sa più “sporcarsi le mani”. Per questo motivo ho commentato raccontando la mia esperienza, che qui vi riporto con qualche opportuna integrazione, avendola estrapolata da una discussione su Facebook.

Contrariamente ad altre parrocchie, nella mia non ci sono lettori fissi. Al contrario, prima di ogni messa, il parroco è costretto a fare la “questua”, ovvero a mendicare la disponibilità di qualche fedele tra quelli improvvidamente seduti nei primi banchi… Ultimamente mi sono chiesto: “ma perché io non mi sono mai offerto di leggere?”. Da allora, quando arrivo con un po’ di anticipo, vado dal parrroco e chiedo se e cosa c’è bisogno di leggere.

A volte mi assegna una lettura, a volte una preghiera dei fedeli, a volte niente, ma ogni volta mi ringrazia, forse perché in quel momento si sente voluto bene. Prima di leggere l’articolo di Aleteia.org, non sapevo dell’esistenza di ministeri o regole particolari, eppure il buon senso mi ha sempre detto di viverlo come un servizio, mai come una vetrina per chi è innamorato della propria voce.

Certo, il fatto di recitare spesso a teatro mi aiuta: nel mantenere la voce ferma, nel pronunciare correttamente, nel dare la giusta intonazione per non trasformare la lettura in una lagna. Per il resto non leggo da attore, ma semplicemente da credente: per questo evito qualsiasi enfasi, pur curando l’intonazione. I dialoghi non devono essere piatti, né si possono recitare come un dramma radiofonico. Insomma, ci vuole equilibrio e senso della misura.

A dire il vero, la “dignità” del testo, così come la credibilità del lettore, è una questione che riguarda qualsiasi lettura in pubblico. Un dramma si legge in modo diverso da un racconto, così come un discorso politico deve mantenere un tono diverso da una presentazione ufficiale. Se il testo è sacro, il ruolo è ancora più delicato, ed è per questo motivo che, a mio parere, non dovrebbe mancare un ascolto “misericordioso” da parte dell’Assemblea, la disposizione ad accogliere, prima di ogni altra cosa, la Parola di Dio che viene proclamata, prescindendo dalla preparazione tecnica del lettore o – peggio ancora – dal giudizio sulla sua condotta di vita.

Perché ho l’impressione che il Paradiso sarà pieno di pessimi lettori, e il Purgatorio di ottimi critici.


Nell’immagine a corredo, lo splendido Santuario di Santa Maria Theotókos a Loppiano, Incisa Valdarno (FI). Per info: www.loppiano.it.

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4 risposte a Dei pessimi lettori e degli ottimi critici

  1. manu ha detto:

    Ciaaaoo Claudio! Ti ho nominato per il Liebster Award 4.0 per scoprire cos’è e se ti va di partecipare leggi questo post: http://unviaggioperdue.com/2015/04/13/sono-stata-nominata-liebster-award-4-0/

  2. d. ha detto:

    Caro Personaggio, spero che nessuno dei fedeli che ascoltano la messa insieme a te abbia letto questo post. Gli chiedi “equilibrio e senso della misura” con dialoghi vivaci ma non troppo drammatizzati… loro già sono timidi, così non oseranno mai più leggere in pubblico, soprattutto in tua presenza 😀

    • Personaggio in cerca d'Autore ha detto:

      Ah ah ah, hai proprio ragione!!!
      Del resto, quando mi sono messo a scrivere questo post sapevo di prendermi dei rischi ;-D

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