Consigli a un giovane scrittore n. 3

26525-escher«Il regista che dirige la recitazione dà indicazioni diverse a seconda dell’inquadratura: se è un primissimo piano l’attore deve rimanere immobile e recitare a fior di labbra, se invece è una figura intera quella stessa battuta deve essere in un altro modo, con maggiore naturalezza. In un totale la spontaneità dovrà essere recitata, ricostruita artificialmente, ampliando appena i gesti. Dico questo per ricordare ancora una volta che in ogni linguaggio la naturalezza è apparente, deve essere “finta” per risultare vera.»

[Vincenzo Cerami, “Consigli a un giovane scrittore” – 2010 Mondadori]

La naturalezza è apparente. Verissimo!

Ogni volta che cerco di essere naturale sul palcoscenico, non rendo. Ci vuole sempre un tocco di ‘artifizio’, un controllo notevole dei movimenti. Troppo movimento, immotivato, distrae, risulta sporco. L’immobilità, sempre senza motivo, ingessa il personaggio. La recitazione, a teatro come al cinema, non è molto diversa dalla danza e dal canto: voce, espressione, movimento, tutto va accordato in modo armonioso, per costruire una realtà la cui “verità” è accuratamente costruita.

Dice Proietti:
“Viva er teatro, dove è tutto finto/ 
ma gnente c’è de farzo, e questo è vero.” (*)


(*) http://www.proveperunsito.it/sonetti/er_teatro.htm

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