Come andammo a recitare in Francia e rischiammo di uccidere un cane – Epilogo

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(episodio precedente)

EPILOGO: Ed ecco come si concluse la nostra avventura. Spero vi siate divertiti, cari lettori, perché io lo sii… io l’ho stato… insomma, a me mi ha fatto ride!

Come andammo a recitare in Francia e rischiammo di uccidere un cane

ovvero: “Tanti sono i re, uno solo è il Recremisi!”

E palcoscenico fu.

Il giorno successivo passa via veloce, tra prove, preparativi e piccole tensioni che caratterizzano ogni debutto… Ed ecco, finalmente, la sera di uno storico sabato 8 novembre, presso la Salle des Fêtes di Sorgues, a pochi chilometri dalla storica città di Avignone – e a moltissimi chilometri da Ancona! -, va in scena l’italianissimo GT Recremisi con “Monsieur Tardieu – 4 pezzi inutili”!

Un cast di straordinari attori, coadiuvati da tecnici, registi, co-registi, supporter e co-supporter offre lo spettacolo del ‘Teatro’ con la Ti maiuscola. I nostri amici francesi sono estasiati, applaudono di continuo, non ascoltano quasi le battute, come se la sola presenza in scena dei nostri interpreti basti a veicolare l’assurdità delle situazioni, la comicità dei dialoghi, la dabbenaggine dei registi! O forse, semplicemente, non capiscono quello che diciamo…
Ma poco importa! Sul finale è un tripudio di battiti di mani e mazzi di fiori che volano, mentre i nostri eroi sprizzano orgoglio (e sudore) da tutti i pori. Qualcuno ha le lacrime agli occhi, qualcun altro problemi di stomaco, ma tutti – proprio tutti – sono felici del risultato.

Così, nonostante l’estrema prostrazione fisica e psicologica dei suoi ambasciatori, il Gruppo Teatrale Recremisi ha compiuto l’impresa. Abbiamo venduto cara la pelle, ragazzi, abbiamo affrontato dedali autostradali, nebbie impenetrabili, mostri mutandati e bestie pelose, ma né il pavimento gelido, né il fumo bianco di un motore sull’orlo di una crisi di nervi ci hanno avuto!

Dopo cotanto spettacolo, agli eroici artisti viene offerto un pasto frugale, a base di squisiti formaggi francesi e “paté de foie gras”. Prima che la digestione ci stenda definitivamente, veniamo finalmente scortati al dormitorio cui eravamo destinati fin dall’inizio. Ah questa notte avremo un po’ di vero riposo! Ognuno nel suo letto, con le coperte, il pigiama, il riscaldamento, l’acqua calda… anzi, tiepida… ogni tanto, ovvio.

Insomma, è finita!… oppure no?
Eh sì, cavolo, stavolta sì!!!

La tranquilla nottata ci rinfranca nel corpo e nello spirito, in vista del lungo viaggio di ritorno. Al mattino ci svegliamo al cinguettìo degli uccelli delle campagne provenzali: è tempo di caricare armi e bagagli e riprendere la via di casa. Saluti, baci e abbracci, alle 10 del mattino del 9 novembre i nostri si mettono in viaggio alla volta di Ancona.

Addio Provenza! Sei stata ‘dura et aspra’, ma accogliente e generosa (soprattutto di nebbia)! Addio ai tuoi salumi, ai tuoi formaggi! Addio alle tue campagne odorose, ai lunghi calzettoni colorati di Mireille! Addio alla grandeur di Francia! Addio all’efficienza delle tue autostrade! Addio… “Salve agenti! Hallo, nous sommes de l’Italie… nuos venons du festival du theatre de… Quoi? Le ‘senture’ de che? De ‘securité’? Le cinture di sicurezza?… POSTERIORI???”. Ah, l’efficienza francese. Non potevamo andarcene senza salutarla, senza lasciare il nostro tributo di sangue al tempio della dea ‘giustizia’! Ebbene, amici gendarmi, non temete di compiere il vostro dovere: saremo felici di morire a testa alta, perché noi siamo giovani virgulti italioti, ci nutriamo di onore, arte e pastasciutta, non temiamo la giusta punizione alle nostre colpe! Fucilateci in piedi, senza benda, mostrando il petto al fuoco mortale! Gridando il nostro inno… Eh? Volete i soldi? Ah! Una multa per ciascuno? Ma questo è un pulmino da nove, sapete… le cinture posteriori sono ben sei… ci fate mica lo sconto comitiva? No, eh? Merci. Merci beaucoup. Au revoir…

E si riparte. E infine arriviamo alla nostra meta. Distrutti, senza denari, senza premi, ma felici. Sinceramente felici. Niente sarà più come prima, e ciascuno di noi porterà nel cuore le emozioni e i ricordi di un viaggio che ha reso straordinario questo 25° anniversario.

Perché tanti sono i re… ma uno solo è il Recremisi!

FINE

[Si ringraziano vivamente Massimo Duranti, Massimo Giuliani, Andrea Rotelli e Valter Pierangeli per il prezioso aiuto nella ricostruzione.]

(torna all’inizio)

~O~

APPENDICE:

Il Gruppo Teatrale Recremisi

Tutto cominciò nell’inverno del 1977 quando tre ragazzi decisero che era arrivato per loro il momento di muoversi, di dare uno scossone alla tranquilla vita dell’Oratorio – Centro Giovanile Salesiano. In sei mesi giunsero alla realizzazione di un copione sulla vita di Gesù, forse poco rifinito, ma che ben si adattava alle esigenze di ragazzi alla loro prima esperienza di teatro. Lo spettacolo “Il Maestro” fu messo in scena il 24 Marzo 1978; alla sua realizzazione parteciparono circa 35 ragazzi di età compresa fra i 13 e i 18 anni, ed ebbe un discreto successo.
Nel 1980 fu approntata una nuova stesura del testo de “Il Maestro”. Nel frattempo si erano raccolti molti altri giovani attorno a questa iniziativa e per far lavorare tutti furono ideate nuove coreografie ed incrementate le comparse. La filosofia del Gruppo era “tutti debbono collaborare a fare tutto”, “nel teatro le cose vanno inventate e create”. Dando fondo ai propri risparmi personali, si acquistarono i primi materiali e si diede inizio ad una grande avventura: tutti contribuirono alla realizzazione dello spettacolo, dalla creazione delle tuniche alle scenografie. La regia dello spettacolo fu curata dagli stessi autori e per la prima volta lo spettacolo uscì dal teatro parrocchiale per essere replicato al Teatro “La Fenice” di Osimo.
Nel 1981 si formalizzò il primo Statuto del Gruppo, in forma di ‘autogestione’, o meglio come gestione responsabile di un gruppo all’interno di una struttura organizzata come un Oratorio Salesiano. Il nostro intento era quello di trasferire ad altri tutto, o almeno parte, di quello che i Salesiani ci avevano insegnato, a cominciare dalla disponibilità verso il prossimo, soprattutto verso i giovani. Nel 1982 il Gruppo venne iscritto all’associazione regionale G.A.T. (Gruppi Attività Teatrali) Marche, permettendo ai membri di trovare nuovi stimoli ed entrando in contatto con altre realtà di teatro amatoriale. Ben presto il Gruppo Teatrale Recremisi – nome che deriva dalla comune passione dei suoi fondatori per la rock band dei “King Crimson” – divenne centro di promozione di una cultura teatrale attraverso laboratori di formazione e produzione di nuovi spettacoli. Seguiranno molte stagioni teatrali, caratterizzate da una grande varietà di proposte.

Dal 2010 il GTR collabora con la compagnia di vernacolo “Tany d’Ancona”, mentre nel 2012 ha riaperto i battenti del Teatro “Panettone”, una struttura periferica abbandonata da tempo e affidatagli dal Comune di Ancona. Nel 2013 il Gruppo ha festeggiato i suoi primi 35 anni anni di attività.

«[…] Si è usata e sottolineata più volte la parola ‘Gruppo’ e non il più classico e consueto ‘Compagnia’ perché il Recremisi non è una élite di attori organizzati in funzione della produzione di spettacoli teatrali, ma una associazione dove le persone credono nel valore della collettività e sono riferimento per coloro che cercano spazi di relazione con gli altri. Si è sempre cercato il giusto equilibrio tra la passione per il teatro e la voglia di aggregazione. A coloro che si sono avvicinati al Recremisi è sempre stata chiesta solidarietà, rispetto per il lavoro di ciascuno, disponibilità all’accoglienza e impegno verso gli obiettivi comuni.»

Massimo Duranti, Presidente del Gruppo Teatrale Recremisi
(Tratto dal sito web dell’associazione)

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