Come andammo a recitare in Francia e rischiammo di uccidere un cane – Episodio 5

[ Scarica la versione completa in formato e-book ]

(episodio precedente)

EPISODIO 5: Le avventure della Compagnia del Recremisi proseguono! Riusciranno i nostri eroi ad andare a dormire entro la fine di questo quinto, entusiasmante episodio? O vi toccherà aspettare l’anno nuovo? E non sarebbe ora di concluderla, ‘sta benedetta saga???

Nelle puntate precedenti: Dopo un viaggio interminabile, costellato di mille peripezie, la carovana del Gruppo Teatrale Recremisi approda finalmente a Sorgues, in piena Francia meridionale, per partecipare ad un fantasmagorico festival di teatro Amatorial-Multilinguistico-Intercontinentale. Rifocillatisi, anzi, stra-focillatisi a colpi di pane, salame e camemberre, i nostri eroi volgono finalmente la prua verso i propri alloggi per godere del meritato riposo. Purtroppo, gli incauti si lasciano condurre da una pittoresca signora Mireille che li trascina, loro malgrado, in un vagabondaggio notturno senza fine. Disorientati da mille cambi di direzione e rintronati da un sonno pauroso, i poveri teatranti (davvero sfigati, bisogna ammetterlo!) si ritrovano ben presto al punto di partenza e, quel che è peggio, molto più stanchi di prima: riusciranno ad andare finalmente a dormire?

Come andammo a recitare in Francia e rischiammo di uccidere un cane

ovvero: “Stavolta vi dico del cane…”

L’allegra brigata dei condannati alla veglia sembra allo stremo. Il pulmino, stanco quasi quanto noi, torna mestamente nel parcheggio antistante la “Salle des fêtes” di Sorgues. Tutti, tranne alcuni che hanno perso conoscenza durante l’odissea campagnola, scendiamo a terra e, sferzati dalla pioggia incessante, rientriamo di corsa nel palazzetto insieme a Mireille. All’interno, alcuni degli organizzatori stanno dando un’ultima sistemata prima di chiudere tutto e sembrano molto sorpresi nel vederci di ritorno. “Credevamo che foste già a dormire da un pezzo!”, stanno sicuramente pensando, ma hanno il buon gusto di tacere.

Il momento è catartico… Mireille espone il nostro piccolo, tragico problema: l’alloggio che ci è stato destinato non si trova, le strade di notte sembrano tutte uguali e neppure il santo panettiere in mutande ci è stato d’aiuto. I quattro (perché quattro sono) cominciano a discutere animatamente per risolvere la questione, ma le mie orecchie percepiscono solo degli inconcludenti “Alors, qu’est ce que nous faiçons?” (= Che cosa facciamo?). Appare chiaro che, chiedendosi semplicemente a vicenda “Cosa facciamo?”, i nostri solerti amici rischiano di non giungere mai ad una risposta: ricorsione infinita, si dice in linguaggio tecnico… Dopo alcuni minuti di inutile ping-pong, interviene la nostra eroica vicepresidente la quale, ridotta ormai ad uno stato di semi-incoscienza pre-catalettica, ha la forza di suggerire (mantenendo una calma oserei dire “Ghandiana”) di trovarci una sistemazione qualsiasi, anche sul pavimento del salone delle feste, pur di farci riposare.

E’ la svolta…

Mossa a compassione dal disperato ma dignitoso appello di Lorena, una signora accenna di avere quattro letti liberi a casa sua. Non so come (forse con l’ultimo neurone rimasto sveglio), colgo la frase sussurrata dalla tipa e la metto subito all’angolo: “Vous avez quatre lits, n’est ce pas?”, che più o meno vuol dire “C’avé quattro letti, scì o no?” – “Oui!” – “C’est bien! E quattro sono sistemati!”.

E gli altri? Restiamo fuori ancora in nove: seguono altri scambi di battute tra i francesi, ma… colpo di scena! Mireille, evidentemente in colpa per l’accaduto, ci vuole tutti a casa sua! Il marito le chiede dove mai vuol farci dormire, visto che non ci sono letti disponibili… La risposta, in francese, è incomprensibile, ma nei nostri cuori risuona tragicamente chiara: dormiremo per terra!!!

Comunque, in qualche modo la faccenda sembra risolta. Tutti quanti usciamo dal salone da ballo per recarci nelle case dei nostri ospiti francesi e fuori piove ancora a dirotto. I più “delicatini”, cioè Laura “Baronessa di Zeta”, la Borgo e i signori Pesaresi, vengono destinati ai quattro letti comodi, mentre noi altri nove ci riserviamo il freddo pavimento di Maison-Mireille.

Amici, ci separiamo, e che sia una buona notte!

Stavolta Mireille ci conduce a destinazione senza indugi. D’altronde è casa sua…

Dopo il parcheggio acrobatico di un Venanzoni mai così distrutto, saltiamo giù dal pulmino per piombare nel fango misto a ghiaia che scorre a fiumi per la strada di fronte alla casa. Fa un po’ Platoon, lo so, ma rende bene l’idea. Poi tutti dentro, nel tepore di una vera abitazione. Signori e signore, benvenuti in casa Mireille!

La casa della buffa Mireille sembra un bijou, perlomeno agli occhi di nove poveri disgraziati chiusi in un pulmino da un giorno intero. Si entra in una grande sala con il soffitto a spiovente e il caminetto da antico villaggio nordico che pare uscito dai fumetti di Asterix, mentre l’arredamento spartano consta di un tavolo da pranzo con sedie, una sedia a dondolo e un paio di lunghi sedili in legno.

Mireille ci fa capire che noi uomini dormiremo in salotto e sistema sul tappeto e sui sedili alcuni sacchi a pelo (sottilissimi) e un paio di lenzuola. Le ragazze, a quanto pare, dormiranno sul pavimento dello studio, interamente rivestito di moquette: beate le donne…

All’improvviso, mentre in salotto ci sistemiamo alla meglio per la notte, un piccolo batuffolo di peli entra dalla porta di casa abbaiando a più non posso e va a piazzarsi su uno dei lenzuoli stesi per terra: il batuffolo si rivelerà poi essere un simpatico terrier di nome “Igor” (!!!). Mireille interviene subito richiamandolo all’ordine, ma Igor non sembra propenso a cedere il posto e risponde ringhiando tra i folti baffoni… Così, il nostro nuovo amico peloso conquista subito la simpatia dei presenti e questo contribuisce a sciogliere definitivamente i primi imbarazzi.

Intanto ciascuno estrae dalla propria valigia il necessario per la notte e comincia il viavai per il bagno… Ora, non c’è niente di più misterioso e allo stesso tempo rivelatore dei bagni delle case altrui: da lì puoi capire se una persona è ordinata o confusionaria, se si lava spesso o raramente, se ama le saponette colorate o preferisce la sobrietà, persino se legge Panorama, Focus o la Settimana enigmistica. Sul bagno di Mireille niente da rilevare, quella sera, tranne il fatto che il lavandino e la tazza si trovano in due stanze separate. Tutto ciò sarebbe scomodo già di per sé, se non altro perché dopo l’espletamento di una qualsiasi funzione fisiologica non ci si può lavare subito le mani, ma bisogna attraversare mezzo corridoio e impiastricciare almeno un paio di maniglie: tuttavia, non contenti di questa scomodità intrinseca, i geniali architetti francesi hanno sistemato la tazza in una specie di sgabuzzino davvero microscopico, tantoché un individuo con le gambe più lunghe della media si troverebbe costretto a – come dire – defecare in piedi.

… ma chiudiamo questa parentesi urinaria, e andiamo a dormire…

In salotto si sta decidendo la disposizione dei dormienti e il tutto assume ben presto le caratteristiche di una partita a Tetris: Vallorani, che tiene una certa età, ma che è giovane dentro, dormirà comodamente disteso su uno dei sedili di legno; Cristiano, che è avvocato, si guadagna il secondo sedile a furia di minacciar querele e citazioni per danni. Sul tappeto restiamo, nell’ordine: Venanzoni (abbracciato ad un tavolino), io (abbracciato al Venanzoni), Rotelli, di nuovo Rotelli e infine Valter Pierangeli, anche detto Geeg Robot d’acciaio, perché è l’unico che non si è mai lamentato. Ci sembra ancora incredibile, ma stiamo davvero per metterci a dormire.

Nel frattempo, Lorena, Ylenia e Costanza si sono praticamente sistemate ed hanno guadagnato il loro metro quadro di moquette, quando, improvvisamente, il marito di Mireille entra con foga nello studio e inciampa rovinosamente nei piedi di Lorena, atterrando a mani piene sulle natiche di Ylenia. Quasi nello stesso istante, il cane Igor ricompare in salotto, materializzatosi chissà come, forse a causa di qualche discontinuità nello spazio tempo o del cesso troppo angusto. Immediatamente, l’allegra palla di pelo si va a piazzare sui nostri umili giacigli e con un energia che possiamo solo invidiargli ci ringhia nuovamente contro. Non so com’è, ma arrivati a quel punto, a un passo dal sonno ristoratore, l’iniziativa di Igor non riesce più a suscitare la nostra simpatia…

Mireille fa del suo meglio, come al solito: si piazza ad un paio di metri di distanza e sussurra: “Igor, viens ici! Igor! Igor viens ici! Igor!…” e tutta un’altra serie di imprecazioni poco intellegibili per noi forestieri. La scena si protrae per parecchie decine di secondi che a noi sembrano un’eternità, mentre, ammutoliti, assistiamo impotenti agli inefficaci richiami della padrona. I nostri “letti” (per così dire) sono lì ad aspettarci e, per quanto spartani, in quel momento ci appaiono come la cosa più morbida e confortevole che esista sulla faccia della terra, ma un maledettissimo quadrupede capellone in preda a manie territorialistiche ci impedisce di avvicinarci. Ogni amore per gli animali svanisce, ogni rispetto per la dignità canina soccombe di fronte ad un non più tollerabile bisogno di riposo; quel debole fastidio si tramuta presto in odio viscerale nei confronti di Igor e della razza canina in generale, l’odio si concretizza in visioni di morte e di atroci torture. Perché Mireille non lo prende per il collare e non lo defenestra una volta per tutte? Perché suo marito non si decide ad entrare con un fucile da caccia per disintegrare quel maledetto ammasso di pulci?

Improvvisamente, così com’è arrivato, il cane si alza e se ne va. I nostri corpi sfatti dal sonno si schiantano finalmente sul pavimento.

Compagni di avventure, comincia il lungo sonno…

(prossimo episodio)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Brontolii, Recitare, Scrivere e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia il tuo Commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...