Come andammo a recitare in Francia e rischiammo di uccidere un cane – Episodio 3

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(episodio precedente)

EPISODIO 3: Dopo una lunga e trepidante attesa più o meno ingiustificata, la terza puntata de “I viaggi straordinari della Compagnia del Recremisi”!!!

Nelle puntate precedenti: I valorosi membri del Gruppo Teatrale Recremisi ricevono una misteriosa telefonata dalla Francia con la quale la sedicente Dominique li invita a partecipare ad un megagalattico Festival di Teatro Amatoriale. Con intrepido coraggio e amore per l’avventura, i (più o meno) giovani saltimbanchi salpano alla volta di Sorgues a bordo di tre caravelle furgonate: la Nina, la Pina e la Santa Marina. Durante il viaggio di andata affrontano con eroico cipiglio mille pericoli, incontrando incredibili maghi della meccanica e fiabesche fate del pedaggio! Persi nei meandri del labirinto autostradale francese incontrano e finalmente conoscono Dominique, cui consegnano sana e salva la principessa Simona partita con loro da Ancona. L’avventura riprende dalla barriera di Lançon: il viaggio dei Recremisini sta dunque per giungere a destinazione!

Oppure no?

Come andammo a recitare in Francia e rischiammo di uccidere un cane

ovvero: “C’avemo i moscioli e ce piace el vi’…”

Dopo incredibili peripezie, giungiamo finalmente a destinazione. Il furgone, la macchina ed uno dei due pulmini sono già arrivati da parecchi minuti, quando il secondo pulmino con gli ultimi nove, sfiniti viaggiatori (tra dui il sottoscritto) entra nel parcheggio della “Salle des Fêtes” di Sorgues sotto una fresca pioggerellina serale. Baci, abbracci e grandi sorrisi ci accolgono: sono quasi le nove di sera, ma finalmente siamo tutti riuniti e il peggio è passato! O almeno così crediamo…

Entriamo in una grande sala da ballo divisa in due da una serie di pannelli in compensato. Oltre il separé, si sta concludendo uno degli spettacoli in programma per la manifestazione. Ci accoglie una certa signora Mireille, un tipetto buffo e minuto, provvista di lunghi calzettoni a righe colorate e di un caschetto di capelli scuri un po’ sbarazzino. La prima cosa che ci dice è un poderoso “ssst!!!”, che in francese significa: “Per favore fate silenzio, che disturbate lo spettacolo!”. Nell’attesa ci aggiriamo un po’ confusi tra pannelli di una mostra di quadri, tavoli con volantini e stand di degustazione di vini. L’atmosfera è un po’ surreale: sappiamo di essere in Francia, ma ci sembra più che altro di stare sulla Luna…
La rappresentazione finisce, tra scrosci di applausi e risolini con la erre moscia. Tutti escono dalla zona adibita a teatro e si dirigono chi a degustare vino rosso, chi al bar, chi a fare due chiacchiere fuori. In uno spazio un po’ defilato comincia un dibattito: Mireille, visibilmente agitata, ci rivolge un secondo “ssst”, che in francese vuol dire: “Accidenti a voi: non vedete che c’è un dibattito in corso?”.

Finalmente, alcuni degli organizzatori francesi più illuminati degli altri si rendono conto che non abbiamo ancora fatto cena e si prodigano nell’approntare una lunghissima tavolata per noi e per i colleghi che hanno appena concluso la loro messa in scena. La tavola viene imbandita con odorosi salumi e formaggi, baguettes chilometriche, torte salate e cofane di ravioli al pomodoro! Un vero banchetto in onore degli eroici artisti! Insomma: che mangiata, raga!!!

Sull’onda dell’entusiasmo, durante la cena parte un caloroso “Archiabò” in puro stile pesciarolo: è ilnostro modo per ringraziare la buffa e simpatica Mireille che ci ha accolto con tutto quel ben di Dio!

… ridendo e scherzando, si è fatto tardi…

E’ ora di andare a dormire, amici. Alcuni del gruppo si separano per dirigersi verso l’albergo: a noi restanti ci informano che non saremo ospiti di alcune famiglie, come previsto, ma saremo alloggiati tutti insieme in una grande struttura di accoglienza. Che gioia: tutti insieme appassionatamente! Era meglio di quanto avessimo sperato! Era tutto così fantastico, non trovate? Cosa, cosa mai poteva turbare la nostra felicità, in quel momento?

Eppure, miei cari lettori, la sorte avversa si manifesta nei modi più improvvisi, capace di nascondersi anche tra i sorrisi più spensierati, o nei lunghi calzettoni a righe colorate di una buffa e minuta signora di nome Mireille…

(prossimo episodio)

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