Come andammo a recitare in Francia e rischiammo di uccidere un cane – Episodio 1

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(premessa)

EPISODIO 1: Mondi incredibili e tragicomiche avventure ne “I viaggi straordinari della Compagnia del Recremisi”!

Come andammo a recitare in Francia e rischiammo di uccidere un cane

ovvero: “A noi la Compagnia dell’Anello ci fa un baffo!”

Tutto è cominciato qualche mese fa. Max, il presidente del “Gruppo Teatrale Recremisi” di Ancona, getta la notizia nella confusione di una riunione del direttivo; o forse eravamo in spiaggia, non ricordo.

“Mi ha chiamato una certa Dominique…” esordisce, nello stupore generale: chi diavolo può essere questa tipa di nome Dominique? E che vorrà da Max?

“E’ un insegnante,” oooh, “francese,” doppio oooh, “che ci ha chiamato per segnalarci una rassegna di teatro amatoriale in Francia, vicino ad Avignone…” triplo oooh! La cosa finisce lì, tra un commento malizioso e una risatina incerta.

Tempo dopo arriva presso la nostra compagnia un invito ufficiale: festival di teatro amatoriale di Sorgues, Avignone, Francia, con ospiti francesi ed italiani, ricchi premi e cotillons! Il gruppo entra in fibrillazione: non era uno scherzo, Dominique esiste davvero e ci chiama ad esibirci oltralpe! Mandiamo subito i tre copioni che abbiamo in cartellone ma la scelta ricade senz’altro sullo spettacolo “Monsieur Tardieu- 4 pezzi inutili”, un collage di pièces di teatro dell’assurdo. L’autore, Tardieu, è nato proprio in quella regione esattamente 100 anni fa: manco a farlo apposta!

C’è posto per attori, tecnici e membri del dietro le quinte; “Voglio venire anch’io!” chiedo. “Ok” rispondono gli altri… E ci mancherebbe: non recito, ma la presentazione dello spettacolo l’ho scritta io di mio pugno! Ragazzi, sono un co-autore!

I preparativi fervono, le prove incalzano, fino alla data della partenza: venerdì 7 novembre. Appuntamento alle sei e mezza e via: due pulmini da 9 posti, un’auto e un furgone stracolmo di fari e scenografie partono in direzione Ventimiglia, con un carico di sogni e speranze di gloria!

Il viaggio fino in Francia sarà lungo, si sa. L’autostrada scivola veloce, per dirla con gli Articolo31, le regioni scorrono con i loro paesaggi, ora piatti ora sconnessi, ma pur sempre piacevoli da godere in compagnia… Siamo nei pressi di Imperia ed è l’una circa: fame? Direi di sì a giudicare dai lamenti nel pulmino. Ok, Max, ci fermiamo tutti al prossimo Autogrill; caro, buon vecchio Autogrill, così caldo di odori succulenti e allegro di panini multicolori. A volte caro. A volte troppo caro. A volte spaventosamente costoso…

Troppo caro quell’Autogrill, ragazzi. Qualcuno protesta, qualcuno insiste: “Ho una fame che non ci vedo”, “Costa l’ira di Dio”, “Vi prego, fermiamoci qui”, “Piuttosto la morte!”. Niente da fare, vince il partito del no e si decide di proseguire in cerca di lidi più accoglienti.

… non l’avessimo mai fatto…

La combriccola risale a bordo dei pulmini, il furgone riparte mestamente verso Ventimiglia. Cosa mai potremo trovare di economico prima del confine, peraltro ormai prossimo? E’ la domanda che molti si fanno, ma siamo un gruppo: così, tutti uniti sempre fino alla vittoria, nessuna pietà per i pavidi e gli insicuri! Che la marcia riprenda in cerca di miglior sorte, che il viaggio prosegua nonostante i crampi della fame, che si tenga alta la bandiera alla testa del corteo e…

CHE DIAVOLO E’ QUELLO???

E’ fumo. Fumo bianco e denso dalla poppa del furgone. Fumo bianco dalla poppa, dalla prua e nell’abitacolo del furgone delle scenografie. La prima piazzola dopo la galleria è nostra…

Niente paura ragazzi: il furgone è in affitto! Per noi c’è l’assistenza immediata di un carroattrezzi; qualità, convenienza e cortesia! … e ‘ndo sta la fregatura?

La fregatura arriva, puntuale come una barzelletta del Berlusca, quando siamo in un’officina di Imperia. “Ragazzi, si è spaccato il supporto del compressore dell’aria condizionata,” e chi se ne frega, diciamo noi, “che cadendo ha spezzato la cinghia di collegamento tra compressore e albero motore,” e chi se ne frega, diciamo ancora, “che ha sua volta ha tranciato la cinghia che muove l’alternatore,” e chi se ne… Ah no, questo ci frega! Niente alternatore, niente carica della batteria, niente ventola di raffreddamento! In breve, stavamo per rimetterci tutto il motore.

Niente paura, ragazzi: basta sostituire la cinghia, no? Partono il capofficina alla ricerca di una cinghia di ricambio e due dei nostri alla volta della filiale del nostro autonoleggio: perché non si sa mai, ci dovesse servire un furgone di ricambio…

Ah, quale giovane entusiasmo animava le nostre risate spensierate, quale fiduciosa ingenuità stemperava ogni tiepida preoccupazione. L’imprevisto non era per noi che il sale che rende più gustosa ogni avventura! Ma non sapevamo che quel simpatico contrattempo rischiava di trasformarsi nella più rovinosa delle catastrofi…

Nel tardo pomeriggio il capofficina ritorna con una faccia di pietra. “Niente cinghia, miei giovani sventurati!”: in tutta Imperia non esiste una cinghia, una bretella o un laccio da scarpe che si presti alla riparazione. “Tutto ciò è quanto meno irritante”, è il commento unanime dei compagni di viaggio, seppur condito con espressioni le più diverse, sia per livello culturale che per categoria linguistica.

Tornano anche i nostri due inviati: “Non c’è un furgone disponibile in tutta la Liguria! Meno male che il nostro si può riparare facilmente, vero?”. Poverini, non sanno ancora nulla e il nostro sguardo è già una risposta eloquente. Il capofficina ci guarda sconsolato. Un giovane meccanico rigira il coltello nella piaga: “Mi accorgo or ora che la cinghia, già che c’era, nel suo volteggiare impazzito attorno alla puleggia ha pensato bene di tranciare anche il tubo dell’olio del servosterzo… Un cosa che vuol dire grossomodo: questo furgone non si muove di qui prima di cinque giorni.

Aberranti manifestazioni di panico e sconforto si scatenano in quell’officina. Chi si strappa i capelli in segno di disperazione, chi si martella l’inguine evocando punizioni divine, chi insulta per telefono l’impiegato della catena di autonoleggio, l’impiegato dell’assicurazione dell’autonoleggio, la madre dell’impiegato dell’assicurazione dell’autonoleggio! Non c’è speranza! Non c’è Francia! Non c’è spettacolo! Non c’è gloria! Dovremo rientrare sconfitti dalla malasorte cosmica che ci ha colpito!

… forse vi facciamo ripartire…

La voce è sommessa, trafelata nel tono, quasi coperta dai gemiti di dolore degli appiedati. I meccanici, quasi senza che noi ce ne accorgessimo, hanno continuato a lavorare sotto quel cofano derelitto. “Il tubo è saldato,” come diavolo… e la cinghia? “e la cinghia l’abbiamo trovata!”

E’ un miracolo! Qualcuno ci ama, il furgone è improvvisamente riparato, e quasi ci sorride, come risvegliato da un breve coma, mentre noi lo abbracciamo in preda ad una gioia indescrivibile e facciamo girotondi festosi per il suo ritorno alla vita! E’ troppo bello per essere vero!

Si riparte, amici e compagni di mille avventure: la compagnia del Recremisi riprende il suo cammino alla volta della Terra di Mezzo!

(prossimo episodio)

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