Da Nobel a Nobel: lettera a Obama…

Adolfo Maria Pérez Esquivel (Buenos Aires, 26 novembre 1931 – leggi la biografia su Wikipedia) è un pacifista argentino, vincitore del Premio Nobel per la Pace nel 1980, per le denunce contro gli abusi della dittatura militare argentina negli anni settanta.

In questa lettera si rivolge al presidente Barack Obama, anche lui Premio Nobel per la Pace, smontando, ad una ad una, le ragioni della guerra e di un intervento militare in Siria. Vi propongo il testo integrale, tratto dal sito “Cittanuova.it”.

Lettera aperta al presidente degli Stati Uniti Barack Hussein Obama

di Adolfo Maria Pérez Esquivel
(Traduzione di Chiara Andreola)

Ascolta il grido dei popoli! La situazione in Siria è preoccupante e ancora una volta gli Usa, erigendosi a gendarmi del mondo, pretendono di invaderla in nome della libertà e dei diritti umani. Il tuo predecessore George W. Bush, nella sua follia messianica, ha saputo strumentalizzare il fondamentalismo religioso per iniziare le guerre in Iraq e in Afghanistan. Quando affermava di conversare con Dio, e che Dio gli diceva di attaccare l’Iraq, lo faceva perché era volere di Dio esportare la “libertà” nel mondo.

Hai parlato, in occasione dei 50 anni della morte di Martin Luther King, anche lui premio Nobel per la Pace, della necessità di completare il “sogno” della mensa condivisa, di cui fu espressione maggiormente significativa la lotta per i diritti civili contro il razzismo nella prima democrazia schiavista del mondo. Luther King fu un uomo che diede la sua vita per dare la vita, e per questo è un martire del nostro tempo. Lo uccisero dopo la marcia su Washington perché si opponeva con la disobbedienza civile a continuare nell’essere complici nella guerra imperialista contro il Vietnam. Davvero credi che invadere militarmente un altro popolo sia portare questo sogno?

Armare dei ribelli per poi autorizzare l’intervento della Nato non è cosa nuova per il tuo Paese e i suoi alleati. Né è cosa nuova che gli Usa pretendano di invadere Paesi accusandoli di possedere armi di distruzione di massa, che nel caso dell’Iraq è risultato non essere provato. Il tuo Paese ha appoggiato il regime di Saddam che ha utilizzato armi chimiche per annientare la popolazione curda e contro la rivoluzione iraniana e non ha fatto nulla per punirlo perché in quel momento erano alleati. E ora pretende di invadere la Siria senza nemmeno conoscere i risultato dell’indagine Onu su autorizzazione dello stesso governo siriano. Certamente l’uso di armi chimiche è immorale e da condannare, ma il tuo governo non possiede alcuna autorità morale per giustificare un intervento.

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon ha affermato che un attacco militare in Siria potrebbe peggiorare il conflitto. Il mio Paese, l’Argentina, attualmente alla presidenza di turno del Consiglio di sicurezza, ha reso pubblica la sua posizione contro un tale intervento, rifiutandosi di essere “complice di nuove morti”. Anche papa Francesco ha invitato a rendere globale la richiesta di pace e indetto una giornata di digiuno e preghiera contro la guerra per il 7 settembre, alla quale aderiamo. Persino il tuo alleato storico, la Gran Bretagna, si è rifiutato – almeno per ora – di prendere parte all’invasione.

Il tuo Paese sta trasformando la primavera araba nell’inferno della Nato, provocando guerre in Medio Oriente e scatenando il ladrocinio delle multinazionali. L’invasione che sostieni porterà ad altra violenza e altre morti, nonché la destabilizzazione della Siria e dell’intera regione. Con che obiettivo? Un analista lucido, Robert Fisk, ha sottolineato che l’obiettivo è l’Iran e procrastinare la creazione di uno Stato palestinese, non reagire all’indignazione suscitata dalla morte di centinaia di bambini siriani. E proprio quando in Iran ha trionfato un governo moderato, per cui è possibile cercare scenari di negoziazione pacifica ai conflitti esistenti. Questa sarà una politica suicida per il tuo Paese.

La Siria ha bisogno di una soluzione politica, non militare. La comunità internazionale deve dare il suo appoggio alle organizzazioni sociali che cercano la pace. Il popolo siriano, come tutti gli altri, ha diritto all’autodeterminazione e a definire il proprio processo democratico, e dobbiamo aiutarli nella misura in cui hanno bisogno di noi. Ma il tuo Paese non ha l’autorità morale, né legale, né la legittimità per invadere la Siria o qualsiasi altro Paese. Men che meno dopo aver ucciso 220 mila persone in Giappone lanciando bombe atomiche.

Nessun membro del Congresso può legittimare l’illegittimabile, né legalizzare l’illegalizzabile. Soprattutto tenendo conto di ciò che ha detto tempo fa l’ex presidente Usa J. Carter: “Gli Stati Uniti non hanno una democrazia che funziona”.

Le intercettazioni illegali che il tuo governo porta avanti nei confronti dei cittadini sembrano non essere molto efficienti, perché secondo un’inchiesta della Reuters, il 60 per cento degli americani si oppongono all’invasione che vuoi lanciare. Per questo ti chiedo: a chi obbedisci?

Il tuo governo è diventato un pericolo per l’equilibrio internazionale e per il proprio popolo, gli Usa si sono trasformati in un Paese che non riesce a smettere di esportare morte per mantenere la sua economia e il suo potere. Noi non smetteremo di cercare di impedirlo. Sono stato in Iraq dopo i bombardamenti degli anni Novanta, prima dell’invasione che ha deposto Saddam. Ho visto un rifugio pieno di donne e bambini uccisi dai missili telecomandati: danni collaterali, li chiamate.

I popoli stanno dicendo basta alle guerre. L’umanità reclama la pace e il diritto a vivere in libertà. I popoli vogliono trasformare le armi in aratri, e il cammino per farlo è disarmare le coscienze armate.

Non dimenticare mai che raccogliamo i frutti di ciò che seminiamo. Qualunque essere umano dovrebbe coltivare la pace, e tanto più un Premio Nobel. Spero che non finirai per trasformare il sogno di fraternità a cui anelava King in un tormento per i popoli e per l’umanità. Pace e bene,

Adolfo Maria Pérez Esquivel
Premio Nobel per la Pace 1980

(Traduzione di Chiara Andreola – fonte: http://www.cittanuova.it/c/431083/Esquivel_Nobel_per_la_Pace_scrive_a_Obama.html)

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