Cronache siriane

Oggi clicchiamo su una delle tante guerre dimenticate dai media, ma che pure insanguina, da oltre due anni, uno dei paesi più belli del Mediterraneo, e si intreccia inevitabilmente con le vicende altrettanto sanguinose dei paesi circostanti.

Forse non tutti sanno che… 

La Siria si affaccia sul mediterraneo, proprio di fronte all’isola di Cipro. A est e ad ovest confina con Iraq e Libano. A sud troviamo Giordania, Palestina e Israele, mentre a nord c’è la Turchia, l’ultimo (ma solo in senso cronologico) fronte caldo della primavera araba.

La Siria è in “stato di emergenza” dal 1962, con conseguente sospensione della maggior parte dei diritti costituzionali, un fatto giustificato dal perdurante stato di guerra con Israele. Da allora i cittadini siriani “approvano” il Presidente tramite referendum, ma di fatto non c’è pluralità nella rappresentanza politica, e in effetti, fin dal ’63, la Siria è controllata dal partito laico del Ba’th, salito al potere con un colpo di stato.

Nella primavera del 2011, una serie di grandi manifestazioni di piazza, nate per chiedere importanti riforme democratiche, scatenano la reazione del Governo, il quale a sua volta accusa l’opposizione (riunita nel Consiglio Nazionale Siriano) di voler instaurare uno stato islamico radicale. La repressione, sanguinosa e brutale, è il primo atto della guerra civile attualmente in corso.

Cosa fare?

La comunità internazionale, come spesso accade, si è subito divisa tra posizioni diverse, e di conseguenza assiste praticamente “immobile” alla catastrofe. Anche i media italiani si sono presto disinteressati alla questione, salvo qualche periodico “ritorno di fiamma” sulle prime pagine dei giornali. Forse il conflitto è troppo lungo per i tempi televisivi, oppure, semplicemente, il pubblico (me compreso) ha esaurito la propria indignazione a causa delle alterne vicende nostrane. L’importante, però, è non restare indifferenti, ma anzi informarsi e cercare di mantenere viva l’attenzione nostra e di chi ci sta accanto.

In particolare, oggi vi segnalo il “Diario dalla Siria” pubblicato sul portale Città Nuova (www.cittanuova.it). Con cadenza variabile (talvolta giornaliera, talvolta settimanale), la redazione pubblica notizie e brevi esperienze raccolte dalla viva voce dei protagonisti. Sono le cronache di ogni giorno, autentiche, senza filtri, e raccontano di razzi sparati contro le case, rapimenti di cittadini inermi, quartieri senz’acqua né luce, ma anche di gesti d’amore e di semplice solidarietà. Chi parla, una volta tanto, non sono politici né giornalisti: sono abitanti di Damasco, Aleppo, Homs, volontari delle ONG, comunità di cittadini quotidianamente impegnati nel “ricostruire” ciò che più di ogni cosa una guerra fratricida distrugge: la fiducia reciproca e la speranza nella pace.

I diari vengono pubblicati ininterrottamente da febbraio. Vi consiglio di iniziare dal n. 1.

Come sempre, buona lettura!

Link suggeriti

  • “Diario dalla Siria” – L’iniziativa di Città Nuova on line che apre un filo diretto con chi vive sulla propria pelle il dramma della Siria: testimonianze ed esperienze dirette sulle piccole e grandi tragedie causate dal conflitto, ma anche gesti di amore e solidarietà, che tengono viva la speranza di un ritorno alla pace. Da seguire settimana dopo settimana…
  • Cronologie del conflitto:
    • Siria, la cronologia dell’escalation – Un’utilissima sintesi, mese per mese, degli eventi riguardanti la guerra in Siria, a partire dal Marzo 2011 ad oggi, stilata e costantemente aggiornata dall’ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale. Di stampo cronachistico.
    • “Crisi Siriana: gli sviluppi 2013” – Uno studio commissionato dalla nostra Camera dei Deputati, contenente una cronologia dettagliata da gennaio a maggio 2013 e una selezione di pubblicistica sull’argomento. Utile per comprendere i risvolti del conflitto sul piano internazionale e il ruolo della NATO. (Camera dei Deputati, Servizio Studi – Dipartimento Affari Esteri, 15 maggio 2013)
    • Guerra civile siriana – Voce di Wikipedia dedicata all’argomento: ovviamente, trattandosi di fonte scritta a più mani e non “verificata”, le informazioni ivi contenute sono vanno sempre prese con beneficio di inventario e possono subire frequenti variazioni/aggiornamenti.
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