Mettiamoci in Gioco!

Lo slogan capolavoro dell'AAMS. Per ipocrisia fa a gara con il motto sul cancello di Auschwitz...

L’inconfondibile motto dell’AAMS. Per ipocrisia fa a gara con quello sul cancello di Auschwitz…

Per ludopatia (o gioco d’azzardo patologico) si intende l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze.

Un anno fa, circa, partiva la campagna nazionale “Mettiamoci in Gioco”. Promossa da una pletora di enti e associazioni (cito solo le più note: ACLI, ANCI, ARCI, CGIL, CNCA, Federconsumatori, Libera, Uisp), la campagna lanciava un grido d’allarme sul proliferare del gioco d’azzardo in Italia, e puntava a sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi e sulle conseguenze dell’aumento vertiginoso del numero di giocatori nel nostro Paese.

I risvolti in campo sociale ed economico si sono rivelati preoccupanti. Se allora si cominciava vagamente a parlare di “patologie”, oggi il termine “ludopatia” è entrata nel vocabolario quotidiano di notiziari ed operatori sanitari.

Ma qualsiasi forma di “dipendenza”, si sa, fa gola a chi “vende” l’oggetto di tale dipendenza, e qui le forze in gioco sono poderose. Si comincia dall’aberrante conflitto di interessi in seno allo Stato, il quale, attraverso il Ministero del Tesoro, è primo beneficiario del gioco d’azzardo e al contempo organo di “tutela” per i cittadini rispetto alle implicazioni socio-sanitarie.

Si prosegue con le Mafie, doppiamente interessate a mettere le mani sugli enormi profitti del business legale, ma anche a “procurarsi” nuove vittime per quello illegale. Non dimentichiamo l’usura, che prospera laddove il vizio si sia radicato abbastanza da divorare patrimoni e sostanze.

Infine, c’è la tentazione – e come biasimarli? – per i gestori di bar, sale giochi e locali pubblici, di realizzare ottimi guadagni, in un periodo in cui il diritto alla “giusta mercede” è sempre più minacciato dalla crisi e dall’incertezza. Non sono pochi, del resto, gli esercizi che si pagano l’affitto con i soli introiti di Video Lottery (VLT) e Slot Machine…

E quindi?

Sull’argomento ci sarebbero da scrivere libri (e così si è fatto, ve lo assicuro!), ma questo – parafrasando il linguaggio televisivo – è solo un blog generalista. Ed ecco il senso di questa rubrica (“Oggi clicchiamo su…”), ovvero segnalarvi alcuni link attraverso i quali approfondire ogni volta un tema diverso.

Nelle pagine qui suggerite, troverete informazioni, notizie e articoli di approfondimento. Ma soprattutto scoprirete cosa possiamo fare noi, piccoli consumatori, per combattere un nemico così potente. Ad esempio, con lo “sciopero del caffè”…

Buona lettura!

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Una risposta a Mettiamoci in Gioco!

  1. mantini ha detto:

    Tempo fa in seno al Mensa (www.mensa.it) si stava discutendo a proposito della possibilità di dare corso liberamente alla selezione naturale togliendo tutte le etichette di warning dai prodotti. E’ infatti abbastanza scontato che, escludendo i pazzi ed i bambini (categorie tra l’altro tutelate dalla presenza di un tutore che vigila sul loro operato), se qualcuno si beve la candeggina come se fosse Coca-Cola sa a che cosa va incontro, senza bisogno che qualcuno gli scriva “non ingerire” sulla confezione.

    Quello che però preoccupa non è tanto il danno che ciascuno causa a se stesso, quanto le ricadute indirette e potenziali su chi ha deciso diversamente. Nel caso della candeggina sopra citato non ci sono ripercussioni particolari, ma il gioco d’azzardo (che non uccide istantaneamente come la candeggina ma in maniera subdola e lenta) produce disoccupati, criminali, oltre a tutto ciò che il buon KlaKla ha pocanzi menzionato.

    D’altra parte, anche il divieto di fare o non fare qualcosa produce un giro di affari loschi e illegali che sarebbe meglio amministrare e controllare a livello statale. Detto in parole povere, non credo sia buona cosa vietare la prostituzione e poi tapparsi gli occhi facendo finta che non esista, così come vietare il gioco d’azzardo non farebbe altro che alimentare un giro di criminalità che, per quanto sotterraneo, si fa fatica a non immaginare.

    L’unica soluzione, a mio avviso, è che iniziative come quella del “mettiamoci in gioco” possano portare ad una cultura della legalità e soprattutto della moderazione. Solo attraverso la cultura l’uomo riesce a distinguere il bene dal male con cognizione di causa e a stabilire dunque se sia meglio rimboccarsi le maniche tutti i giorni per guadagnarsi la pagnotta anziché sognare una vincita milionaria alle slot che non arriva mai.

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