La libertà e il pensiero

Fanta, esempio di libertà senza pensieri...

Fanta, esempio di libertà senza pensieri…

Nel mio Paese c’è la libertà di pensiero. Questo è innegabile: sfido chiunque a impedirmi di “pensare” qualsiasi cosa, in questo momento e in ogni altro momento. Che sia gradito o non gradito a questo chiunque, io sono libero di pensare, ripensare e correggere il mio pensiero quante volte mi pare. Punto.

Qui si intende il “Pensiero” come la capacità di maturare, distillandoli dall’esperienza, dai sentimenti e/o dalla logica, costrutti di senso compiuto che siano anzitutto originali (ovvero “non banali”), esprimibili oltre i confini della propria mente, utili al miglioramento della condizione umana e comprensibili ai più.

Letta così, in qualsiasi parte del mondo c’è la libertà di pensiero. Anche nella peggior dittatura, non è possibile impedire a chicchessia di utilizzare questa umanissima (e spontanea) capacità intellettiva. Un po’ come la capacità di amare, che nessun nemico potrà mai sottrarci, salvo ucciderci. Che poi è l’unica modalità efficace per interrompere, senza eccezioni, qualsiasi attività di una persona. Quindi, non venitemi a dire che in Italia non siamo liberi di pensare…

Piuttosto, quello che deve preoccuparci è quando manca il Pensiero. Non il pensare, ma proprio “il Pensiero”.

Insomma, tutta questa libertà di pensare a che serve, se non produce qualcosa di utile e comprensibile per gli altri? A che serve, se non genera idee di pace, poesie, farmaci salvavita, satira contro i regimi, computer a basso costo, saggi consigli paterni, conforto, politiche umanocentriche, barzellette divertenti?

Due sere fa guardavo il TG di Mentana su La7. Mi piace il suo modo di condurre, spigliato, limpido, rigoroso, che non nega la parola a nessuno. Ma soprattutto mi piace come, entro i limiti del suo mestiere di giornalista, non rinuncia ad esprimere il proprio Pensiero, offrendo sempre una chiave di lettura delle notizie, invece di comunicarle soltanto.

Ecco il punto cruciale: esprime il proprio pensiero. Magari solo con una battuta, con un cenno, persino con una smorfia della bocca, però lo fa. In pratica è conduttore e spettatore del suo stesso telegiornale. Anche Emilio Fede lo fa – direte voi, ma non si può dire che lo faccia con la stessa eleganza e misura di Enrico Mentana.

Perché Mentana mi sta così simpatico (sicuramente più di Fede)?

Anzitutto perché non gli manca il Pensiero, così come l’ho inteso all’inizio di questo post. Non ho letto alcuno dei suoi libri (almeno uno sono sicuro che l’ha scritto), non seguivo il TG5 di qualche anno fa, non ho approfondito le vicende e le polemiche che lo hanno riguardato quando conduceva Matrix, eppure non ho dubbi che quest’uomo abbia sufficienti esperienza, sentimento e raziocinio per offrire al suo pubblico chiavi di lettura originali, utili (anche solo a formarsi un’opinione) e comprensibili.

In secondo luogo perché sa farlo in modo “libero”. Nel bene e nel male, il servo tende ad assomigliare al padrone, e Mentana non usa lo stesso linguaggio dei potenti, non ricicla le argomentazioni della politica, non ricorre a frasi fatte. In poche parole non somiglia a nessuno, quindi – per lo meno in apparenza – non è il servo di nessuno.

Libertà e Pensiero, semplicemente, fanno di lui un uomo intero. Non il solito “mezzo busto”, ma un uomo “intero” che conduce un telegiornale.

Trovo sia stupendo, un fatto inedito nel nostro panorama televisivo in overdose da “opinioni” farcite di parolacce, non supportate da altrettando Pensiero, copia-incollate dagli spot e dai comunicati stampa.

Due sere fa, dicevo, guardavo il TG La7. Pausa pubblicitaria prima dei saluti finali (una tecnica inaugurata dal TG5), poi si torna in studio. Mentana:

“Eccoci di nuovo in studio… No, non ci sono notizie dell’ultim’ora – china lo sguardo sui fogli -… Aspettate, controllo meglio, non si sa mai – rialza il capo -. No, niente notizie. Ah, non ci sono stati né cinque né sei al superenalotto: ecco, avete regalato altri soldi allo Stato – sorriso -. Arrivederci a domani.”

Ehi, un momento… Cos’ha detto??? “Avete regalato…”
Era mica un pacato rimprovero?
Si trattava forse di un una velata polemica nei confronti di quel “Gioca con moderazione” che chiude ogni spot dei Gratta&Vinci?
Osa quest’uomo togliere il velo dal sacro mistero che si ripete ogni giorno in ricevitoria?

O più semplicemente, lui può dire ciò che noi tutti possiamo soltanto Pensare, ogni sera, davanti al telegiornale?

Dio, come invidio quest’uomo…
Oh, dite quello che vi pare. Io, finché dura, me lo guardo.

Premessa.
Qui si intende il “Pensiero” come la capacità di maturare, distillandoli dall’esperienza, dai sentimenti e/o dalla logica, costrutti di senso compiuto che siano anzitutto originali (ovvero “non banali”), esprimibili oltre i confini della propria mente, utili al miglioramento della condizione umana e comprensibili a coloro che possono attuarli.La Libertà e il PensieroNel mio Paese c’è la libertà di pensiero. Questo è innegabile: sfido chiunque a impedirmi di “pensare” qualsiasi cosa, in questo momento e in ogni altro momento. Che sia gradito o non gradito a questo chiunque, io sono libero di pensare, ripensare e correggere il mio pensiero quante volte mi pare. Punto.
Letta così, in qualsiasi parte del mondo c’è la libertà di pensiero. Anche nella peggior dittatura, non è possibile impedire a chicchessia di utilizzare questa umanissima (e spontanea) capacità intellettiva. Un po’ come la capacità di amare, che nessun nemico potrà mai sottrarci, salvo ucciderci. Che poi è l’unica modalità efficace per interrompere, senza eccezioni, qualsiasi attività di una persona.
Quindi, non venitemi a dire che in Italia non siamo liberi di pensare…Piuttosto, quello che deve preoccuparci è quando manca il Pensiero. Non il pensare, ma proprio il Pensiero.
Insomma, tutta questa libertà di pensare a che serve, se non produce qualcosa di utile e comprensibile per gli altri? A che serve, se non genera idee di pace, poesie, farmaci salvavita, satira contro i regimi, computer a basso costo, saggi consigli paterni, conforto, politiche umanocentriche, barzellette divertenti?Due sere fa guardavo il TG di Mentana su La7.
Mi piace il suo modo di condurre, spigliato, limpido, rigoroso, che non nega la parola a nessuno. Ma soprattutto mi piace come, entro i limiti del suo mestiere di giornalista, non rinuncia ad esprimere il proprio Pensiero, offrendo sempre una chiave di lettura delle notizie, invece di comunicarle soltanto.Ecco il punto cruciale: esprime il proprio pensiero. Magari solo con una battuta, con un cenno, persino con una smorfia della bocca, però lo fa. In pratica è conduttore e spettatore del suo stesso telegiornale.
Anche Emilio Fede lo fa – direte voi, ma non si può dire che lo faccia con la stessa eleganza e misura di Enrico Mentana.Perché Mentana mi sta così simpatico (sicuramente più di Fede)?
Anzitutto perché non gli manca il Pensiero, così come l’ho inteso all’inizio di questo post. Non ho letto alcuno dei suoi libri (almeno uno sono sicuro che ne ha scritto), non seguivo il TG5 di qualche anno fa, non ho approfondito le vicende e le polemiche che lo hanno riguardato quando conduceva Matrix, eppure non ho dubbi che quest’uomo abbia sufficienti esperienza, sentimento e raziocinio per offrire al suo pubblico chiavi di lettura originali, utili (anche solo a formarsi un’opinione) e comprensibili.
In secondo luogo perché sa farlo in modo “libero”. Nel bene e nel male, il servo tende ad assomigliare al padrone, e Mentana non usa lo stesso linguaggio dei potenti, non ricicla le argomentazioni della politica, non ricorre a frasi fatte. In poche parole non somiglia a nessuno, quindi – per lo meno in apparenza – non è il servo di nessuno.
Libertà e Pensiero, semplicemente, fanno di lui un uomo intero. Quindi non il solito “mezzo busto”, ma un uomo “intero” che conduce un telegiornale.Trovo sia stupendo, un fatto inedito nel nostro panorama televisivo in overdose da “opinioni” farcite di parolacce, non supportate da altrettando Pensiero, copia-incollate dagli spot e dai comunicati stampa.Due sere fa, dicevo, guardavo il TG La7.
Pausa pubblicitaria prima dei saluti finali (una tecnica inaugurata dal TG5), poi si torna in studio. Mentana: “Eccoci di nuovo in studio… No, non ci sono notizie dell’ultim’ora – china lo sguardo sui fogli -… Aspettate, controllo meglio, non si sa mai – rialza il capo -. No, niente notizie. Ah, non ci sono stati né cinque ne sei al superenalotto: ecco, avete regalato altri soldi allo Stato – sorriso -. Arrivederci a domani.”Ora, come ha potuto permettersi un simile pacato rimprovero?
Come osa togliere il velo dal sacro mistero che si ripete ogni giorno in ricevitoria?
Si tratta forse di una velata polemica nei confronti di quel “Gioca con moderazione” che chiude ogni spot dei Gratta&Vinci?
O più semplicemente, lui può dire ciò che noi tutti soltanto Pensiamo, ogni sera, davanti al telegiornale?Dio, come invidio quest’uomo… Finché dura, io me lo guardo.
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Una risposta a La libertà e il pensiero

  1. Ale ha detto:

    E’ stato bello stamattina alzarci e leggere questo post così fresco e “pensante”…

    Avevo scritto qualcosa di simile qui. Effettivamente bisogna preoccuparsi non tanto delle occasioni che si hanno per poter mettere in moto il proprio cervello, quanto del fatto che dobbiamo procurarcele noi. A volte con un certo sforzo, cercando di eliminare quel rumore di fondo di scimmie che si muovono sullo schermo per intrattenerti.

    Un saluto dalla fredda Milano

    Alessandro e Annalisa

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