Quando la stampa si rassegna…

Non so voi, ma sto cercando di capirci qualcosa su questa faccenda delle liste per le regionali… Il fatto è che, da un po’ di tempo, mi sto sforzando di andare al di là della nausea (che quasi tutti ci accomuna, ne sono certo) per questa classe politica e per questi mezzi di informazione televisiva, per impegnarmi a capire di più il mio Paese e la sua attualità. Ma più mi sforzo di ascoltare un telegiornale, meno comprendo di cosa si stia parlando…

Cioè, non è che non capisco cosa dicono: non capisco dove sia la novità, l’interesse mio (di cittadino amministrato), la credibilità di chi espone le proprie ragioni.

Perciò una volta la settimana mi impongo di leggere almeno un articolo di giornale per intero. Rigorosamente online, però: infatti, vista la rapidità con cui si pubblicano le smentite, si svelano i complotti e si screditano i testimoni, chi me lo fa fare di perdere la vista su 18 colonne in caratteri da 6 punti che di lì a pochi minuti verranno clamorosamente smentite? (con altre 18 colonne di motivazioni)

Allora ho scoperto un metodo efficacissimo: la rassegna stampa! Ormai la guardo in tv quasi ogni mattina. Ha notevoli vantaggi, la rassegna stampa:

  • hai il quadro delle notizie del giorno di cui i tuoi colleghi/amici parleranno al lavoro, all’università, al bar dello sport, e puoi partecipare a qualsiasi conversazione dando la sensazione di saperne a pacchi;
  • hai una visione pluralista delle vicende, in modo da poter dissentire o concordare a piacere con chiunque, di qualunque opinione esso sia, solo per il gusto di farlo;
  • non impedisci, ma almeno non contribuisci attivamente all’incremento dei rifiuti e al disboscamento delle grandi foreste pluviali, evitando di acquistare uno o più quotidiani di 40 pagine ciascuno, la gran parte delle quali resterebbero intonse;

Del resto, se per vendere un quotidiano, devono allegarci sempre l’ultimo film di Francois Truffaut o il tanga paillettato delle Winx, un motivo ci sarà, no? Considerando, infine, che il 90% di qualsiasi articolo è costituito da opinioni soggettive (o “allineate”, o “fuori dal coro”, comunque mai di buon senso), e solo il 10% racconta il fatto (anche se copia-e-incollato dall’agenzia di stampa e rigorosamente non verificato), ho maturato l’idea che scorrere le prime pagine di tre o quattro quotidiani nazionali basti ad apparire informato quanto (e forse meglio) di chi si compra il Corriere o la Repubblica in edicola…

Un esempio di applicazione? Facciamo un esperimento…

Prendiamo l’argomento di oggi (le liste per le elezioni regionali), e leggiamo i titoli riportati sulle prime pagine dei principali quotidiani (in ordine sparso, e non chiedetimi di contare i destrorsi e i sinistrorsi per la par-condicio, che non ho tempo):

  • Corriere della Sera: Caos liste, non c’è accordo Slitta il Consiglio dei ministri.
  • La Repubblica: Liste, Napolitano frena: “Firmo se c’è consenso”. Pronto decreto-sanatoria per chi era in tribunale.
  • Il Giornale: Caos liste, il Quirinale frena sul decreto. E Berlusconi fa slittare il Cdm a oggi
  • Il Messaggero: Regionali, da Napolitano stop al decreto. Slitta il Cdm. Riammesso il listino Polverini.
  • La Stampa: Liste, Napolitano stoppa decreto. Forse oggi Consiglio dei Ministri.
  • l’Unità: Caos liste, Napolitano stoppa il decreto. Oggi pomeriggio il Cdm. Ammesso listino Polverini.
  • Il Tempo: Il Quirinale chiude, no al decreto. Alta tensione nel Popolo della Libertà.

Solo usando questi titoli (lo giuro, senza leggere i relativi articoli!!!), ammettendo di conoscere un minimo il clima politico in Italia e i suoi protagonisti principali, eccovi la notizia per intero:

Per le Regionali 2010 è ancora caos nelle liste elettorali. Dopo la riammissione della lista Polverini, ancora non si trova l’accordo politico riguardo al Popolo della Libertà. Il presidente Berlusconi, furibondo, parla ai suoi di ennesimo attentato della magistratura al proprio partito e alla propria persona, in contrasto con la volontà degli elettori. Gli ultimi sondaggi, del resto lo danno ancora in netto vantaggio sul centro sinistra che – ripete il capo del governo, «è ancora legato a metodi stalinisti da guerra fredda ed è in disaccordo su tutto». Dopo aver ricordato che «l’amore vince sull’odio e sull’invidia, cribbio», Berlusconi ha quindi fatto slittare ad oggi pomeriggio il Consiglio dei Ministri. Nel frattempo, il Quirinale si smarca dall’ipotesi di un decreto-sanatoria che regolarizzi la posizione delle liste ancora tenute in sospeso dai tribunali. Napolitano, in una nota, ha stoppato sul nascere il pressing per una firma “ad occhi chiusi”, ricordando che «il ruolo del Presidente della Repubblica non può essere condizionato dalla volontà di una singola parte politica, sia pure democraticamente eletta e rappresentante la maggioranza degli elettori». Il capo dello stato ha quindi auspicato il raggiungimento di un ampio consenso su una soluzione condivisa, intando gli schieramenti ad abbassare i toni. Sul fronte politico, intanto, il pasticcio delle liste sembra aver acuito le tensioni nel PdL, accelerando i tempi di una resa dei conti interna: il sottosegretario Bonaiuti smentisce qualsiasi frattura con gli alleati e conferma che «il confronto con gli amici Bossi e Fini procede in un clima di grande armonia e rispetto reciproco», mentre l’Italia dei Valori parla di «gioco delle parti, a scapito dei veri problemi del paese».

Beh, che ne dite? E pensate che io non so neppure quando sono, ‘ste cacchio di regionali!!!

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5 risposte a Quando la stampa si rassegna…

  1. Beatrice ha detto:

    scusa, ma poi come sono andate le regionali??

  2. Letizia ha detto:

    Meraviglioso… Il giornalista dovevi fare, non l’ingegnere!

  3. Franco ha detto:

    Eh sì … complimenti Brontolo! Hai ragione e a distanza di anni confermo tutto!
    Non so se mi metterò a vedere le rassegne stampa, ma troverò un modo per aggiornarmi ogni tanto.
    Ciao Claudio! Ad maiora!!!!!!! 😀
    Franco Mic

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