Anche gli economisti, nel loro piccolo, sghignazzano

[QUESTO E’ UN POST “RIMASTERIZZATO” DAL MIO VECCHIO BLOG (info) – Nella nostra rubrica di post rimasterizzati, riproponiamo un vecchio post di epoca “universitaria”. Che volete farci, allora ci si divertiva con poco…]

macroeconomia-300x300[1]Carissimi lettori, oggi è la vigilia dello scritto di “Economia e Organizzazione Aziendale” ed io mi sento come una torta di mele appena sfornata. Tuttavia, cosa c’è di più triste che tirar fuori il dolce dal forno e scoprire di essersi dimenticati di metterci… le fettine di mela?

Ecco, le mie ultime due settimane sono state così: dopo tre mesi di studio su tre libri diversi ho cominciato a fare i primi esercizi; ma ben presto mi sono reso conto che una domanda su due riguardava argomenti che avevo “tralasciato” (convinto che fossero secondari!) o di cui non conoscevo neppure l’esistenza! Tutto ciò può essere quanto meno scocciante, non trovate?

Bene, oggi era l’ultimo giorno, ma lo sconforto e (soprattutto) la stanchezza mi hanno consigliato di guardare il meno possibile i libri. Oramai, quel che è fatto è fatto… Così, ho deciso di “esorcizzare” il pericolo con qualche citazione dal libro più grosso sul quale ho studiato: il famigerato “Mankiw”!

Per esempio, studiare su un libro universitario è già faticoso di per sé, ma non credereste mai quanto può rivelarsi frustrante il semplice incipit di un capitolo:

CAPITOLO 18

“Quando avrete finito il vostro ciclo di studi…”

Certo, parlare della fine degli studi fa pensare al riposo, alle vacanze, ma il Mankiw mette subito le cose in chiaro:

CAPITOLO 22

“Quando, finito il corso di laurea, inizierete a cercare un lavoro a tempo pieno…”

Tutto questo sarebbe anche abbastanza, ma il professor Mankiw ci tiene a ribadire il concetto:

CAPITOLO 25

“Immaginate di esservi appena laureati…”

Infine prova a invogliarti con i regalini:

CAPITOLO 29

“Se, il giorno della vostra laurea, i vostri genitori volessero regalarvi un’automobile…”

Ma le frasi memorabili non finiscono qui! Torniamo un attimo indietro. Ecco come introduce il 5° capitolo, sul concetto dell’elasticità del mercato, ispirandosi ad un’iconografia tipicamente leghista:

CAPITOLO 5

“Immaginate di essere un coltivatore di cereali della Pianura Padana…”

Ci manca solo Roma Ladrona e siamo a posto! Ma sentite il divertente aneddoto con cui inizia il 28° capitolo, dal titolo “Inflazione, cause e costi”:

CAPITOLO 28

“Oggi, per acquistare un cono gelato, si spendono uno o due dollari; sessant’anni fa, però, era molto diverso. Mia nonna, negli anni Trenta, gestiva un negozio di dolciumi a Trenton, New Jersey, e vendeva coni gelato di due tipi: quello con una sola pallina di gelato costava tre centesimi; quello per i golosi, con tre palle di gelato, costava un nickel.”

E si potrebbe continuare per ore…
Ma la vera chicca, signori e signori, la troviamo nel capitolo 26, esattamente a pagina 500!

Anzitutto una breve premessa: il libro è scritto da un americano, quindi tradotto in italiano, e per far questo il traduttore usa spesso sostituire gli esempi originali con dei casi riconducibili alla situazione italiana. Nel paragrafo in questione si fa appunto un esempio per parlare di salari e qualità del lavoratore, ma non è questo il punto. Vi pregherei solo di far caso ai nomi utilizzati…

Da “Principi di Economia”, N. Gregory Mankiw (Zanichelli, 1999), pg 500

“Quando un’impresa seleziona candidati per un posto di lavoro, non può valutarne con precisione le qualità: pagando salari elevati, l’impresa attrae candidati più qualificati.

Facciamo un esempio per vedere come funziona questo principio. L’azienda Acquasana è proprietaria di un pozzo e deve selezionare un lavoratore per pompare l’acqua del pozzo. I lavoratori interessati sono due: Romano e Silvio [sic!].

Romano, lavoratore indefesso, è disposto a lavorare per 10 euro all’ora; se gli venisse proposta una cifra inferiore, avvierebbe una attività in proprio di manutenzione di giardini. Silvio è un perfetto incompetente, disposto a lavorare per qualsiasi cifra superiore ai 2 euro all’ora; se gli venisse proposta una cifra inferiore, preferirebbe starsene in spiaggia a prendere il sole. […]”


L’esempio prosegue, ovviamente, ma è già esilarante così; immaginate le grasse risate che mi sono fatto leggendolo la prima volta!

Una coincidenza? Forse. Aggiungo soltanto che la prima edizione italiana risale al 1999: devo forse ricordarvi chi è stato al governo nel ’94 e chi nel ’96?

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