Con gli occhi di Brontolo…

“No tesoro, cani e gatti in casa mia non entreranno mai…”

Trilly vista da Brontolo…

Era il 21 marzo 2007 il giorno in cui la vidi. Eh, chi se lo scorda quel momento! Era la prima volta che mi avventuravo a Milano: una terra straniera (strano accento bauscia…), selvaggia (auto parcheggiate a strati!), a tratti inospitale (mai provata una rotonda con il semaforo?). Salgo in questo palazzone di periferia, si apre la porta, e in reception c’è lei: capelli neri, look metallico, sguardo per niente interessato. “Sono l’ingegner Di Filippo (fico neh?), dove sono tizio e caio?”, “Di là”, punto. Sì, sì, proprio così: punto. Passerà quasi un anno prima di reincontrarla in un altro ufficio e, finalmente presentarmi con un plateale baciamano che entrerà nella leggenda!

Ma andiamo con ordine: Trilly nasce a Milano un 9 maggio di 27 anni fa. Non sono molti, ma neanche pochi, il che mi fa sentire un po’ meno vecchio… L’origine del suo soprannome ve l’ha raccontata meglio lei. Io ho tentato a lungo di affibbiargliene altri, ma alla fine mi sono dovuto arrendere all’evidenza: non c’è nomignolo più azzeccato per una fatina bionda con le ciglia lunghe e il carattere di un Toro – astrologicamente parlando.

Eppoi è scattato qualcosa, eccetera eccetera, la solfa la sapete. Ma quello che non sapete, è che in quei sei mesi, io la pensavo sempre, e anche se volevo convincermi che cercavo ben altro tipo di donna (la solita donna che non esiste…), non riuscivo a cavarmi dalla testa la sua risata cristallina alle mie battute demenziali. Sorvoliamo su altre mie stranezze, su cui Trilly ha già ironizzato abbastanza nel mio profilo, e che sinceramente sono per lo più esagerazioni giornalistiche…

Chi è veramente Trilly?

Trilly è prima di tutto una donna eccezionale, su questo non ci piove. Non è che lo dico solo io, eh? Non è perché è mia moglie, sapete? Cioè, è proprio così, non ci sono dubbi!!!

Certo, ha anche lei i suoi difetti: è sicuramente meno ordinata di me (infatti lei è normale), quando dorme di brutto fa le bolle tipo sbrodolina, e a volte ruzzola giù dai ponti. Solo per dire i più gravi. Ma c’è una cosa che mi ha colpito subito di lei: il cuore grande e la disponibilità verso il prossimo. Io poi sono atipico su tante cose, e lei è una delle poche persone (forse l’unica!) che mi capisce fino in fondo: mi legge dentro, e per capire se sto mentendo, le basta guardarmi negli occhi.

Tra le prove più grandi che ha dovuto superare, stando con me, è stato adattarsi al mio stile di “casalingo disperato”. Le prime volte che si mise a lavare i piatti rimase sconvolta dal modo in cui tenevo ordinate le posate nei cassetti. I cucchiaini, in particolare, li tenevo tutti divisi per tipo, impilati per bene e rivolti nella stessa direzione. Lei invece li rovesciò tutti dentro senza tanti complimenti, e quando glielo feci notare mi prese un po’ in giro, ma da allora si sforzava sempre di ordinare i cucchiaini come piaceva a me. I lo apprezzai tantissimo, anche perché mi resi conto che dovevo sembrargli un po’ matto. Così, un giorno, stavo asciugando le posate per metterle via. Aprii il cassetto e stetti un attimo a guardare, poi presi i cucchiaini e li rovesciai nel contenitore. Fu una sensazione meravigliosa: Trilly mi stava insegnando cosa conta davvero nella vita…

Cosa hai imparato su Trilly?

O beh, da imparare ne avrò per tutta la vita. Trilly è un mondo da scoprire, un carattere spumeggiante e in continua evoluzione.

Fin’ora ho imparato che: non posso dirle bugie (neanche bianche!), perché tanto mi scopre subito; per farla felice basta poco, ma quel poco deve venire dal cuore; non devo mai sottovalutare il suo compleanno; Gardaland è il luogo più bello della terra; Hygray e Filo sono come la sua seconda famiglia (non so ancora se io sono la prima o la terza… eh eh!); non c’è bisogno di fare tanti programmi, ma è comunque meglio prepararmi ai sui repentini cambi di direzione; vorrebbe vedere il mondo intero tutto in una volta, cosa che rende piuttosto difficile scegliere una vacanza.

Poi ci sono tante cose che ho imparato DA Trilly, come ascoltare di più, che l’economia e la finanza possono essere affascinanti, che accogliere una gattina in casa è impegnativo ma non così penalizzante, che si può amare fino in fondo anche quando si è stanchi morti dopo una giornata di lavoro.

Eppoi è una ragazza troppo divertente: ogni tanto, a colazione, mi dona qualche chicca che regolarmente pubblico sul Blog.

Avete fatto tutto da soli?

Su questo ha già parlato lei. Io ho avuto soprattutto un amico, che mi è stato vicino nel momento più buio. E gliene sarò eternamente grato…

Concludendo…

Cari i miei venticinque lettori, siamo alla fine. Il mio ritratto di Trilly – del tutto incompleto, lo riconosco! – termina qui. Ci sono tante altre cose che avrei voluto scrivere, ma diciamo pure che le migliori le riservo a lei sola.

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